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Resoconto di Valeria Piccardo sul viaggio a Manchester 12-17 aprile 2010 per la 18° Conferenza Internazionale Health Promoting Hospitals and Health Services
 
Grazie al Dipartimento di Salute Mentale e all’associazione NéP Nessuno è Perfetto, da Como è partito un gruppo così composto: Dr. Antonio Mastroeni (DSM), Matilde Trinca (coordinatrice assistenti sociali DSM), Silvana Radici (coordinatrice infermieri DSM), Corrado Girgi (coordinatore educatori DSM), Tomaso Baj (comunicazione e riprese video), Cesare Posca, Stefano Vanelli, Valeria Piccardo e Violante Ambrosoli (peer-supporters).
Per peer-supporter (cioè persona che esercita il “supporto tra pari”) si intende una figura di utente (paziente stabilizzato o ex-paziente) che, in possesso di determinate caratteristiche tra cui consapevolezza, attitudine all’ascolto e capacità di comunicazione, e con l’ausilio di una adeguata formazione, affianca le tradizionali figure di cura della salute mentale nell’accompagnare il percorso dei pazienti con un approccio “tra pari”.
L’attuale programma innovativo regionale del DSM “Un patto per la salute mentale” include un  progetto di supporto tra pari.Nell’ambito della Conferenza Internazionale HPH, il giorno 16 aprile a Manchester il dr. Mastroeni ha illustrato il progetto in corso, mentre Piccardo e Baj hanno raccontato la propria esperienza personale di malattia, recovery e supporto tra pari. Il termine anglosassone “recovery”, che preferiamo usare senza tradurlo, indica il recupero della propria funzionalità di vita, di padronanza, di senso, pur in eventuale presenza di disturbi mentali.
Inoltre, in seguito a contatti tra il Dr. Mastroeni e la Dr. Linda Colgan della Rete per la salute mentale e il benessere nella regione di Greater Manchester, il giorno 13 ha avuto luogo un incontro di scambio sulle buone pratiche nella cura della salute mentale, tra il Nord-Ovest dell’Inghilterra e la provincia di Como-Lombardia, nel corso del quale sono intervenuti anche Vanelli (con traduzione di Posca), Piccardo e Baj.
È stato un viaggio prezioso perché, oltre a vivere questi giorni in un contesto estremamente variegato con persone di tutto il mondo, abbiamo intensificato il legame e approfondito la conoscenza tra noi, con esiti positivi e piacevoli. Ci siamo anche divertiti, presi in giro benevolmente. Ci siamo persi ma non perduti, ci siamo ritrovati, come testimoniano anche gli sms che ho conservato sul mio cellulare:
Da Tomaso a Valeria 14 aprile ore 12.44 Sono già qua. Tra quanto?
Da Tomaso a Valeria 14 aprile ore 12.55 Dove siete
Da Mastroeni a Valeria 14 aprile ore  12.58 Sono garden
Da Mastroeni a Valeria 14 aprile ore  13.10 Sono starbucks fermata Pic garden
Da Mastroeni a Valeria 14 aprile ore  13.22 starbuck Angolo
Da Mastroeni a Valeria 14 aprile ore  13.25 fronte enorme manifesto MAX FERMATA ML
Da Mastroeni a Valeria 14 aprile ore  13.31 Angolo market street
A proposito di perdere, abbiamo anche perso l’aereo, nel senso che gli aerei non volavano più a causa della nube di ceneri vulcaniche sull’Europa. Il nostro viaggio di ritorno a casa è stato un’odissea di 30 ore, da Manchester a Milano su un pullman inglese con due autisti che si alternavano alla guida per poter macinare strada giorno e notte. Eravamo circa 40 italiani, tutti reduci dalla Conferenza internazionale sulla promozione della salute. Abbiamo guardato dal finestrino, chiacchierato, cantato, recitato, sonnecchiato. È stata una bellissima e indimenticabile esperienza. Evviva e grazie!



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Editore
Azienda Ospedaliera S. Anna- Dipartimento di Salute Mentale
NèP

Evento
Flying to Manchester
Riprese
Tomaso Baj, Valeria Piccardo

Montaggio
Andrea Palamara