Durante la partecipazione al campionato regionale di calcio da parte della Dinamo Diurno è nata l’ipotesi di costituire un’associazione sportiva.
La disponibilità di alcuni volontari, tra cui il nostro presidente sig. Silvano Imperiali, e il sostegno fattivo dell’azienda ospedaliera S. Anna di Como hanno reso possibile, il 24 marzo 2004, la costituzione dell’associazione sportiva dilettantistica Global Sport Lario consentendo agli utenti della psichiatria di sganciarsi dal servizio, favorendo l’integrazione, incentivando e promuovendo le risorse del volontariato. L’associazione si prefigge di incentivare la pratica di attività sportiva a prescindere dalla prestanza fisica e dalla possibilità di ottenere buoni risultati agonistici, convinti che attraverso lo sport passi molta più
salute mentale che fisica.
La selezione lombarda della Psichiatria nasce dall’esperienza del Campionato regionale di calcio
a otto dei Servizi di Salute Mentale.Il calcio è quindi inteso, come gioco, come attività
sportiva, ma anche come occasione per favorire
l’acquisizione di ruoli, competenze e identità
non assimilabili in maniera riduttiva allo stato
di “malattia mentale”. Il calcio come opportunità
di aggregazione sociale e solidarietà, in raccordo
con in valori ampiamente condivisi dalla comunità
e contro il silenzio e il pregiudizio che frequentemente accompagnano e condizionano il disagio mentale.
Per questo diventa centrale la pratica del confronto
con i circuiti della normalità e delle altre forme
di disagio, per non limitare il proprio intervento
all’interno del solo ambito psichiatrico, dove rimane
alto il rischio di riprodurre effetti di marginalità
e di puro intrattenimento.
Squadre partecipanti:
Lotto Volante (Bergamo)
Girasole (Treviglio)
Olimpia (Milano)
All Blocks (Morbegno)
ASFRA United (Vedano)
Real Paraude (Rho - Parabiago)
Dinamo Diurno (Como)
Devils (Magenta)
Atletico Brianza (Monza)
Parsifal United (Bergamo)
GC Mirage (Sesto San Giovanni)
Argonauti (Seregno)
Il coinvolgimento dei frati
cappuccini nell’ambito
del calcio è avvenuto
casualmente nella partita
disputata a Reggio Emilia
nel marzo del 1993, contro
la Nazionale Cantanti.
La presenza in campo
da parte dei frati
cappuccini, fu un’assoIuta novità, mai precedentemente era stata possibile una simile iniziativa. Loro i frati con saio, corda e corona, e arba, anziché nel confessionale o sul pulpito, anziché nei soliti spazi ecclesiastici, in campo, là dove sembrerebbe impossibile la sacralità e quindi la loro presenza. Hanno incontrato quasi tutte le nazionali esistenti; ma la vittoria più grande, dicono i frati, è sempre stata la solidarietà.