Sono qui riprodotte alcune pagine tratte dal volume "Lecco, el cantun di ball e... 100 cose daricordare" edito da Alessandro Dominionie in vendita presso il suo negozio di via Dottesio, Como

Dalla prefazione del libro

Lecco dalla A alla Z. Non in ordine alfabetico, ma attraverso un percorso ben articolato che ci porta dalle cime del Resegone e dalle vette delle Grigne fino alle rive del lago, scendendo lungo il corso dei tre torrenti che tagliano la città e che, quando meno te lo immagini, offrono scorci pittoreschi e suggestivi.
Si passa dai luoghi della tradizione manzoniana, che costituisce la più significativa eredità culturale lecchese, alle industrie che, dalle antiche filande alle aziende metallurgiche prosperate nel XX secolo, si sono rese protagoniste dello sviluppo economico del nostro territorio. Vengono prese in rassegna le chiese più belle, partendo naturalmente dalla Basilica di San Nicolò, per giungere alla parrocchiale del Caleotto, nella quale fa bella mostra di sé il Giudizio Universale di Orlando Sora, fino alla chiesa di Padre Cristoforo a Pescarenico, citata nei Promessi Sposi, dove si può ammirare un capolavoro del Cerano, grande maestro della pittura lombarda del Seicento. Sono descritti nel dettaglio gli edifici storicamente e architettonicamente più interessanti, come la Torre Viscontea, la cui fondazione risale alla prima metà del Trecento, la villa dove Alessandro Manzoni ha trascorso la giovinezza e quella detta dello Zucco, che viene tradizionalmente identificata con il palazzotto dove risiedeva don Rodrigo. E vengono puntualmente catalogati i monumenti dedicati a personaggi celebri, tra i quali desidero menzionare quelli che ricordano i nomi di Lecchesi illustri come Antonio Stoppani, l’autore di Il Bel Paese, Mario Cermenati, il raffinato geologo e naturalista che dà il nome anche a una delle piazze del centro cittadino, e Antonio Ghislanzoni, che scrisse il libretto dell’Aida di Verdi.
Le pagine di questo volume ci consentono anche di entrare nelle principali istituzioni che hanno fatto la storia della cultura lecchese, dalla biblioteca civica a quel piccolo gioiello che è il Teatro della Società, fino ai musei che trovano le loro sedi in parte nella Villa Manzoni e in parte nel Palazzo Belgiojoso. Ma il libro, oltre a presentare tutti gli edifici e i luoghi che meritano una visita, trascina il lettore anche in un viaggio nel tempo che consente di scoprire gli aspetti più curiosi e originali della storia di Lecco. Chi ricorda il decreto emanato dal Governo Provvisorio della Lombardia che, nel 1848, per la prima volta elevava “il borgo di Lecco” a rango di città? Oppure che Garibaldi venne a Lecco ben quattro volte, ospite dell’albergo Croce di Malta? Chi sa che nel 1860 Graziano Tubi fondò in città la più importante fabbrica italiana di harmonium e che il Gerenzone veniva chiamato “il Nilo di Lecco”? E ancora che Villa Gomes è stata luogo di ritrovo degli artisti che hanno dato vita al movimento della Scapigliatura e che l’impiegato comunale Giuseppe Airoldi, probabilmente, fu l’inventore del celebre gioco delle parole crociate?
Tutto questo e molto altro è raccontato dalla penna elegante di Gianfranco Scotti, indubbiamente uno tra i più fini e profondi conoscitori della storia, dell’arte e della cultura locale, che ha saputo sintetizzare un sapere sterminato in cento agili schede di facile e gradevole lettura. Non si tratta di una guida né di un glossario, e nemmeno di un manuale o di un libro di storia. Benché i diversi argomenti siano organizzati per temi, seguendo una logica precisa, credo che la presente pubblicazione si possa piuttosto definire un itinerario dell’anima: siamo di fronte a un atto d’amore nei confronti della città da parte di chi le ha dedicato una vita intera.
Questa è un’opera che tutti i Lecchesi dovrebbero avere nella propria libreria, ma è anche perfetta per turisti e visitatori che vogliano conservare un ricordo di Lecco allo stesso tempo esauriente e originale.

Virginio Brivio
Sindaco di Lecco

Introduzione

Nelle pagine che seguono ho cercato di ripercorrere vicende e storie legate all'antico borgo di Lecco; ai nuclei della vallata che confluiranno nei primi decenni del Novecento nella “grande Lecco”; a personaggi che hanno illustrato questo affascinante lembo di terra lombarda, artisti, inventori, industriali, poeti; a palazzi, ville, edifici religiosi che ingentiliscono queste contrade; agli insediamenti industriali oggi in gran parte scomparsi, che hanno concorso a formare il volto della città, apportando benessere e lavoro. Attraverso questi brevi profili non sarà difficile formarsi un’idea sull’evoluzione della nostra città e del territorio che ad essa fa capo. Sono grato all’editore, l’amico Alessandro Dominioni, per avermi chiesto di occuparmi della stesura di questo libro, un compito che mi ha appassionato e consentito di approfondire gli aspetti più salienti, ma anche più curiosi e spesso singolari della storia della mia città. Un’indagine così concepita non ha ovviamente pretese di completezza ma spero possa interessare il lettore e contribuire ad aggiungere alcune tessere a quel grande mosaico che costituisce il vissuto di ogni comunità.

Gianfranco Scotti


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Editore
Alessandro Dominioni

Titolo del libro
Lecco, el cantun di ball e... 100 cose da ricordare
Testi
Gianfranco Scotti
Foto
Gianni Peverelli

Progetto grafico e cartografia
Tomaso Baj
Redazione
Giovanna Galeazzi